Riforma Costituzionale: l’analisi dietro gli slogan

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La nostra Costituzione: innovativa, chiara, lungimirante. Un piccolo scrigno lasciatoci dai Costituenti in cui è contenuto tutto: diritti, doveri, forma di Stato, garanzie. Un modello per il mondo intero per l’estrema semplicità del testo e perché i suoi autori, soprattutto nell’enunciazione dei diritti fondamentali, hanno fatto in modo che si potesse adattare ai mutamenti della società.

Nonostante ciò negli ultimi tempi questa Costituzione, per quanto bella e previdente, è stata criticata in molte delle sue parti. Per esempio si è detto che il bicameralismo paritario, espressione forte della democrazia, della rappresentatività dei cittadini e di alcune garanzie costituzionali, non funzioni: questo susseguirsi di rimandi reciproci tra le Camere ha reso spesso l’iter legislativo molto lungo.

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Il cane che insegue la sua coda

Invasa dai migranti perché via principale verso l’Europa, sotto attacco dei terroristi nelle zone più ricche, in crisi umanitaria nel Kurdistan e in crisi politica con tutto l’Occidente, la Turchia è un Paese a pezzi. Però è causa del suo stesso male: per un passo avanti compiuto in un verso, ricasca in un passo indietro in un altro. Come un cane che invece di correre verso l’orizzonte passa il tempo a inseguire la propria coda.

Il problema è che alla lunga il cane diventa pazzo.

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di eroina, Sofocle, J.S. Mill e Lisbona: la legalizzazione delle droghe (tutte) come necessità

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So bene quanto il tema di cui tratto in questo articolo sia delicato, ancora poco trattato e considerato un tabù. Chiederei a chi legge pochi minuti di attenzione, senza pregiudizi ma con curiosità: spero di riuscire a convincervi perché credo fermamente in quello che sto per scrivere e mi piacerebbe che in futuro possa aprirsi una discussione a riguardo, com’è successo per la cannabis alla fine del secolo scorso. Lo scopo non è creare scandalo né fornire una lettura piacevole ma stimolare una riflessione che ritengo necessaria.

Nella mia breve vita ho sempre mal tollerato le regole. Non tutte, molte le apprezzavo e le rispettavo con convinzione ma quelle che non mi sembravano legittimate ad esistere le ho sempre trovate difficili da rispettare. A me affine ma ben più nobile è Sofocle che nel suo Antigone si interroga sulla necessità di rispettare leggi umane quando queste siano in contrasto con la legge morale. Nella stessa opera trapela una risposta piuttosto chiara: pur di poter seppellire il cadavere del fratello Polinice, Antigone va contro la volontà di Creonte, re di Tebe, ben sapendo che questo la condurrà a enormi sofferenze. Imprigionata a vita in una grotta Antigone si suicida. Ora, parlare di legge morale riferito alla legalizzazione delle droghe pesanti risulta difficile. Però tutti i miei pensieri a riguardo nascono dalla mia difficoltà ad accettare lo stato come autorità legittimata ad imporre una morale.

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Nuovo sistema elettorale: discontinuità rispetto al Porcellum

Il primo Luglio 2016 entrerà in vigore la nuova legge elettorale, legge 6 maggio 2015, comunemente nota come Italicum, che disciplinerà esclusivamente l’elezione alla Camera dei deputati. L’Italicum è strettamente connesso con la riforma costituzionale in merito a cui il popolo italiano sarà chiamato ad esprimere il proprio parere nel referendum confermativo del prossimo ottobre, la quale prevede un nuovo modello di Senato non eletto direttamente.

La nuova legge prevede una suddivisione del territorio nazionale in 20 circoscrizioni elettorali, corrispondenti alle regioni, divise a loro volta in 100 collegi plurinominali. Disposizioni speciali riguardano Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige, nelle quali sono costituiti collegi uninominali.  A ciascun collegio è poi assegnato un numero tra tre e nove seggi, attribuiti alle liste su base nazionale, per un totale di 630 (corrispondenti ai 630 deputati).

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Dostoevskij legge Hegel in Siberia e scoppia a piangere

Dostoevskij fa sentire la sua voce nel nome degli esclusi dalla festa universale, quelli che Schiller aveva già condannato, nell’Inno alla gioia, a correre via in lacrime dalla massa di milioni di uomini felici e festeggianti. Leggendo Hegel Dostoevskij poteva senza dubbio provare che neppure lui era avvolto nel firmamento di stelle di Schiller e non gli rimaneva altro da fare che scoppiare a piangere. E allo stesso tempo ribellarsi. Questo libro è la Bibbia della ribellione. Il suo collante non è la dialettica in grado di spiegare tutto, bensì la sofferenza e il pianto; in esso la speranza e la fede nel miracolo crescono in pari misura con la crescita della disperazione.

(László F. Földényi)

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