Ven a conocernos

Lo ammetto, all’inizio non è stato facile. Dopotutto, Cartago dista pur sempre quasi 10.000 km da Milano: no, non sono pochi. Per nulla. Non ho mai creduto che si potessero percepire lontananza e distanza in termini propriamente fisici. Eppure, una volta messo piede fuori dall’aereo, atterrato a San Josè, la sensazione è stata proprio quella. Completamente sola, un po’ persa e disorientata. Ma, al contempo, pervasa da una sensazione di vitalità, di effervescenza, sì, potrei definirla così. Un po’ sperduta, ma allo stesso tempo pienamente consapevole che l’unica persona su cui potevo fare affidamento, in quel momento, non era altra da me stessa. Ero io, solo io, con me stessa.

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Irresponsabili, i matti siamo noi

Conoscete la legge 81 del 2014? Ecco, proprio questo testo normativo sanciva l’ennesima scadenza disattesa dalla politica italiana. E non provate a dire che adesso ogni denuncia è populismo, si tratta di preservare e tutelare la salute fisica e mentale, quindi la vita, degli ultimi, dei dimenticati e di chi non ce la fa.

Per capirci la Legge 81 prevedeva la definitiva chiusura degli OPG (ospedali psichiatrici giudiziari) in data 31 marzo 2015 e la loro sostituzione con le REMS (residenze per l’esecuzione misure di sicurezza sanitaria) obbligate per legge ad ospitare gli autori di reato malati di mente, prosciolti perché incapaci di intendere e di volere. Ad oggi abbiamo più di qualche problema.

Il 17 marzo 2017 il Governo Gentiloni ha posto la fiducia sul ddl Giustizia, l’art 12 comma 3 lett. d apre le porte delle REMS non solo a quei “soggetti per i quali sia stato accertato in via definitiva lo stato di infermità al momento della commissione del fatto, ma anche a tutti coloro per i quali l’infermità di mente sia sopravvenuta durante l’esecuzione della pena, degli imputati sottoposti a misure di sicurezza provvisorie e a tutti coloro per i quali occorra accertare le relative condizioni psichiche, qualora le sezioni degli istituti penitenziari alle quali sono destinati non siano idonee a garantire i trattamenti terapeutico-riabilitativi.” Significherebbe un balzo indietro di almeno 20 anni, oltre che una scorciatoia per chi fino ad oggi non ha fatto tutto il possibile (colpevolmente) per garantire le cure ai detenuti. Impensabile la soluzione di rinviare tutti coloro che hanno, o si presume abbiano, problemi di disagio mentale nelle REMS e quindi in strutture dedicate solo ai malati di mente, con il rischio inequivocabile di riprodurre la logica manicomiale del “doppio binario”. Hanno già espresso tutta la preoccupazione le sigle sindacali, alcuni gruppi parlamentari e il mondo delle associazioni. In riferimento a questo passaggio parlamentare il comitato stopOPG in un comunicato dello stesso giorno fa notare che semmai si dovrebbero potenziare le misure alternative alla detenzione.

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Dare confidenza agli altri: un approccio filosofico

Chi ama la filosofia sa bene che nel pensiero e nelle usanze degli antichi (greci e romani) siamo soliti ritrovare non solo le fondamenta della nostra civiltà, ma anche delle brillanti intuizioni, e non solo filosofiche o scientifiche. Per esempio, non sarebbe affatto azzardato affermare che l’età medievale ha costituito per certi versi un regresso in termini giuridico-politici. I sistemi politici delle democrazie contemporanee trovano molte più somiglianze nel modello di polis greca che nel feudalesimo. Il sistema feudale medievale costituisce anzi un esempio negativo a cui spesso si ricorre tramite metafore per fare polemica verso certi contesti giudicati – spesso a ragione – oggetto di controversia (ad esempio quando si indica il costituirsi di tal monopolio nel mercato o di un sistema influenzato dai cd. ‘poteri forti’; le varie élite politico-finanziarie, il costituirsi di ‘caste’ in determinati settori occupazionali, il fenomeno noto in Italia come ‘familismo’, ecc…).

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EU authorities’ response to “the worst financial crisis in the last 7 decades”

[Il seguente studio è stato redatto da Andrea Noseda per un progetto di Policy design della Scuola di Politiche qualche mese fa, come introduzione a un paper intitolato How to boost EU resilience to future crises. Avendolo ritrovato in un e-mail in questi giorni pensiamo che sia importante pubblicarlo per sfatare alcuni miti che vedono le istituzioni europee immobili ed incapaci di fornire una risposta decisa alla crisi del 2007-2008]

Since the bursting of what Juncker defined as “the worst financial and economic crisis in seven decades”, Europe’s ability to prevent and respond to economic crises has been strongly questioned. It should be enough to notice that the GDP pro-capita in the US had gone back to the pre-crisis level of 2007 within less than five years, while in Europe this only happened after 9 years, in April 2016. The feeling in that Europe was dramatically unprepared and not structured to bear such a disastrous event. Since then, many rules, mechanisms and institutions have been set up in order to be able to prevent and have a prompter and more efficient response to further future crises.

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