Minori stranieri non accompagnati: Italia apripista in Europa

Lo scorso 29 Marzo è stata approvata alla Camera a larghissima maggioranza (375 i voti a favore) la proposta di legge “Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati” (Legge 7 Aprile 2017 n. 47). Il progetto di legge, portato avanti dal Pd e fortemente promosso e voluto da Save the Children, si fonda sull’idea che i bambini che, dopo viaggi interminabili, giungono in territorio italiano (25mila solo nel 2016) siano minori prima che migranti e profughi.

Da molti anni l’Italia affronta l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati (MSNA) senza una chiara definizione di competenze e di responsabilità degli attori coinvolti. Nonostante i lodevoli sforzi da parte delle istituzioni e delle innumerevoli associazioni di volontariato che operano sul campo, ancora oggi i diritti essenziali dei MSNA non sono sempre rispettati: dal diritto al riconoscimento della minore età a quello ad un’accoglienza decorosa, dal diritto alla nomina di un tutore alla possibilità di essere ascoltati nelle scelte che li riguardano. Fino ad oggi la normativa prevedeva che i servizi sociali del comune di approdo prendessero in carico i minorenni sbarcati, da ospitare in apposite strutture. La prima accoglienza ha un ruolo fondamentale e spesso fino ad oggi essa si concretava nel parcheggio dei ragazzi in centri, sostanzialmente a tempo indeterminato, senza che venisse iniziato con essi alcun tipo di percorso educativo-formativo e con costi che gravavano in maniera insostenibile sul bilancio dei comuni. Ciò ha portato al fatto che di oltre 6mila di essi, lasciati in una condizione di sostanziale abbandono, si sono perse le tracce, con il rischio che diventino e siano diventati prede dei circuiti di illegalità, vittime di tratta o di sfruttamento lavorativo. Per far fronte a queste problematiche, il provvedimento detta dunque una disciplina organica e omogenea sul piano nazionale relativa ai minori stranieri non accompagnati e, al contempo, rafforza gli strumenti di tutela garantiti dall’ordinamento in virtù della loro condizione di maggiore vulnerabilità.

La legge si applica al “minore straniero non accompagnato”: tale è il minorenne non avente cittadinanza italiana o dell’UE che si trova per qualsiasi causa nel territorio dello Stato o che è altrimenti sottoposto alla giurisdizione italiana, privo di assistenza e di rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili in base alle leggi vigenti nell’ordinamento italiano. Essi ai sensi dell’art. 1 “sono titolari dei diritti in materia di protezione dei minori a parità di trattamento con i minori di cittadinanza italiana o dell’Unione europea”.

Secondo il dettato della norma i MSNA non potranno essere respinti alla frontiera: il rimpatrio potrà essere disposto solo nei casi in cui sia nel loro superiore interesse e sia finalizzato al ricongiungimento con i familiari. Nei casi in cui la legge sancisce il divieto di respingimento o di espulsione, è previsto il rilascio del permesso di soggiorno per minore età, valido fino al compimento della maggiore età, o per motivi familiari. La nuova previsione legislativa riduce inoltre i tempi di permanenza nelle strutture di prima accoglienza a massimo 30 giorni e privilegia l’affidamento familiare rispetto all’ affidamento in comunità. Presso ogni tribunale per i minorenni dovrà poi essere istituito un elenco di tutori volontari, privati cittadini, selezionati e adeguatamente formati, disponibili ad assumere la tutela del minore con il compito di seguirlo nel compimento delle scelte fondamentali. Sono infine previste delle misure che facilitino l’inserimento del minore nelle istituzioni scolastiche.

Lo Stato Italiano apre dunque le braccia a bambini che fuggono dalla guerra, dalla fame e dalla povertà con una previsione legislativa innovativa e all’avanguardia che, almeno sulla carta, appare adatta a garantire loro un dignitoso futuro. Si tratta di una grande lezione di civiltà da parte del nostro paese, di un messaggio chiaro mandato all’Europa con l’augurio che non resti inascoltato e gli altri Stati introducano provvedimenti analoghi nei propri ordinamenti.