Cara Anna ti scrivo, in attesa di (re)incontrarti

Cara Anna ti scrivo, quanto tempo che non ci sentiamo! Innanzitutto ti chiedo scusa per non essermi fatto sentire per tutti questi anni, ma, sai, sono stato molto occupato tra studio e i vari impegni che mi riempiono la giornata. Le ore passano veloci, non mi accorgo nemmeno del mondo che mi circonda, che le luci del tramonto iniziano a fare capolino. La vita di città devo dire che mi ha reso molto più distratto ai dettagli; in campagna ricordi quanti alberi conoscevamo? Ogni specie animale o di pianta era una scoperta quotidiana, nessuno di noi due si stancava di indovinare se l’uccellino sul tuo balcone fosse un maschio o una femmina. I particolari. Non m’annoiavo mai con te, mi dicevi sempre che se ci concentriamo su ciò che ci circonda è praticamente impossibile sbadigliare per il sonno. Eppure, nelle notti estive, quando cercavamo di acchiappare con lo sguardo una di quelle comete nel cielo, io il sonno spesso l’ho incontrato. Ma c’eri tu che, sempre, mi davi una coperta per coprirmi dai venti di agosto. Era un attimo e l’alba toscana mi svegliava con l’odore di sempreverdi e fieno giallo.

L’università non è facile, spesso vorrei prendere uno zaino e scappare da te, cara Anna, raccogliere lo stretto necessario e con una chitarra cantarti sotto casa, annunciandoti il mio ritorno. Sai che non usciremo mai dalla crisi? L’ho imparato l’altro giorno a lezione, eppure nessuno mi ha mai spiegato perché quella tortora, quella sempre sul tuo balcone, con le piume color cenere, sia maschio o femmina. Quante cose sto apprendendo, quante ne sto dimenticando. Ogni tanto mi sforzo invano, cercando di rimembrare la forma dei tuoi occhi un po’ bizantini. Ma che importa, chissà se mai li incrocerò, quegli occhi. Non so neanche se tornerò mai dove per la prima volta ti ho incontrato, che riempivi il tempo con un sorriso ed un pensiero sfuggente. Devo confessarti una cosa tra l’altro, non prego più. Non prego più perché il mondo diventi un posto migliore. Non penso più tenendo il naso all’insù immaginandomi uno scenario diverso, ormai il capo è sempre chino sui libri. Di tanto in tanto mi viene da piangere, ma poi penso subito che i deboli piangono e in questo mondo non c’è posto per i deboli. Tu non sei d’accordo, lo so. Forse neanche io lo sono, ma qual è la differenza, non ho molta scelta, Anna.

Tu che parlavi sempre di potenza e atto, io mi sto lentamente “attualizzando”, e a me non piace tanto sta cosa qua! Ma mi hanno detto che devo scrivere tutto nero su bianco, il mio CV parla chiaro oramai. Economia, stage, lavoro. E’ tutto scritto in un foglio A4 che io e te avremmo usato per fare un aeroplano, lanciarlo dal tuo balcone e esultare vedendolo andare lontano da noi. Io sono un po’ un come quell’aeroplano ora, tu sei lì sul balcone che mi guardi mentre vado via. Io sono lì in mezzo all’aria, che prendo il volo. Ma si sa, anche il migliore aeroplanino di carta prima o poi cadrà a terra, si adagia con un principio di violenza. Non è un atterraggio propriamente corretto. Brusco. Io piano piano mi avvicino all’asfalto rovente, mentre tu non sei lì pronta a tirarmi su. Dove sei Anna? Io ti cerco ma non ti trovo. Chi mi darà il volo questa mattina calda che ricorda il giorno in cui non ti ho mai incontrato. Chi sei Anna? Di che coloro sono i tuoi capelli? Come ti piace vestirti nelle domeniche di festa? Io non ti conosco e non so se mai ti incontrerò. Ma sento il tuo profumo quando chiudo gli occhi, so che ci sei ma ti nascondi nella metropolitana, o forse dietro un albero, giochi a nascondino. Ci sei.

Sai, ogni uomo attende in maniera diversa: aspettare non significa starsene con le mani in mano, aspettando che qualcosa accada. Aspettare è vita, spesso. Tutti i giorni io porto avanti le mie passioni, i miei obblighi, e nel mentre penso a te, a quanti giorni passeremo (di nuovo?) insieme. Chi cerca trova. No. Io non ti cercherò. Un giorno, alzerò lo sguardo da quei libri e i tuoi occhi mi insegneranno ciò che non trovo scritto nei manuali. La tua voce mi darà la forza di rialzarmi e riprendere il volo, con te stavolta.

Ti saluto con un bacio, Anna.

Tuo