La città di tutti – Istituzioni

La priorità delle istituzioni cittadine deve essere una: fare in modo che tutti i residenti possano muoversi, lavorare e divertirsi liberamente, che i turisti possano godere di una città autentica e che i bambini possano crescere in un ambiente sano. Questo succede offrendo un servizio pubblico (dai trasporti ai bagni pubblici, dall’edilizia ai permessi) adeguato alle richieste dei propri cittadini. I centri storici vanno tutelati, chiusi al traffico e valorizzati sfruttando la loro inestimabile bellezza; le periferie vanno incluse e dunque attendiamo con ansia gli sviluppi del “Bando delle Periferie” lanciato dal governo nel 2016 con lo scopo di garantire fondi (pochi, ma pur sempre una buona base di partenza) per la riqualifica di intere aree dismesse o in degrado in 120 comuni d’Italia.

Il Comune di Milano e’ stato nell’ultimo decennio attore protagonista nel processo di rinascita della città’. In particolare, durante e dopo Expo, gli va riconosciuta la capacità’ di attrarre molti investimenti stranieri sul territorio, come si può’ ben vedere non soltanto dalle decine di grattacieli costruiti negli ultimi anni che hanno rinnovato lo skyline cittadino, ma anche delle miriadi di “week” che infiammano la vita sociale cittadina tutto l’anno: Food Week, Arch Week, Design Week, Fashion Week, e la lista potrebbe andare avanti ancora parecchio. Sull’internazionalizzazione di Milano punta molto il Sindaco Beppe Sala, il quale vorrebbe far diventare la città’ un punto di riferimento economico, finanziario ed istituzionale non soltanto in ambito italiano ma anche a livello Europeo, portando ad esempio l’Agenzia Europea del Farmaco a stabilire la propria sede qui (tentativo in realtà’ di difficile realizzazione). Sicuramente questa e’ una prospettiva stimolante, sia per il Comune che per molte aziende e attività’ locali, che traggono enormi vantaggi dall’aumento del flusso di turisti e lavoratori stranieri. Girovagando per le vie del centro questo si può’ già’ notare; tra la fine del 2016 e il 2017, infatti, Milano si sta riscoprendo meta turistica gettonata, non soltanto dagli amanti dello shopping. I bellissimi musei cittadini (Pinacoteca di Brera, Palazzo Reale e Triennale solo per citare i più’ famosi), le fondazioni private (la nuovissima Fondazione Feltrinelli, Hangar Bicocca e Fondazione Prada), e l’anima sempre più’ cosmopolita ed internazionale attraggono un mix di turisti eterogeneo, dai giovani in viaggio in Interrail che si fermano all’Ostello Bello fino ai turisti asiatici che sopportano ore di coda per entrare nella cattedrale del Duomo.

Il Comune sta poi investendo molto in infrastrutture, ristrutturando strade, tubi e condotte, costruendo la nuova linea della metropolitana; inoltre, in tutti i Municipi grande importanza viene data alla sistemazione delle aree verdi, rese più’ accessibili, pulite e decorose. Il recupero degli spazi, sia in centro che in periferia, sta portando alla costruzione di molti nuovi giardini e parchi (li trovate tutti qui: http://www.comune.milano.it/wps/portal/ist/it/vivicitta/verde/parchi e http://www.comune.milano.it/wps/portal/ist/it/vivicitta/verde/partecipazione/giardini_condivisi ), nel tentativo di far respirare un’intera area dove i livelli di inquinamento rimangono elevati tutto l’anno.

Sul tema dell’inquinamento il Comune di Milano ha l’obbligo di intervenire in maniera risolutiva, con provvedimenti riguardanti la circolazione cittadina che abbiano un impatto significativo tanto nel breve quanto nel lungo termine. Palazzo Marino deve poi far valere la propria posizione dominante di fronte a tutti i comuni dell’area metropolitana. Infatti, ad oggi le regolamentazioni impongono che sia il singolo Comune a decidere sulle restrizioni e i provvedimenti per limitare il traffico; e la cappa di inquinamento che sovrasta la Provincia di Milano e’ causata in buona parte dalle aziende e dagli spostamenti nell’hinterland. Milano deve coordinare politiche condivise per gestire il traffico e disincentivare l’uso dell’automobile, in particolare puntando su una sempre maggior connessione tra la città’ e le zone limitrofe tramite mezzi pubblici. In questo senso, sarebbe di fondamentale importanza la piena integrazione del Passante Ferroviario, gestito da Trenord, all’interno del tessuto metropolitano, collegando le stazioni di metropolitana e passante e coordinando gli orari per favorire gli spostamenti dei cittadini.

Il Sindaco e la sua giunta si trovano anche ad affrontare due temi fondamentali: in primis, bisogna confermare con i fatti le belle parole spese in campagna elettorale per quanto riguarda le periferie, per le quali servono soldi e progetti che favoriscano integrazione e recupero di aree dismesse (vedi a proposito http://avocebassa.eu/2017/06/22/la-citta-di-tutti-periferie/). A questo si collega anche il tema dei migranti: Milano ha accolto tantissimo e lo sta facendo tutt’ora. I cittadini si sono dimostrati profondamente solidali e la manifestazione “20MaggioSenzaMuri” ne è stata la dimostrazione. Qualcuno l’ha definita sbagliata perché puramente ideologica, lontana da una razionale e ben definita redistribuzione dei migranti,: la realtà è che la popolazione cittadina ha spinto fortemente affinché ci fosse una manifestazione del genere, per dimostrare innanzitutto una grande disponibilità all’accoglienza, fondamentale soprattutto in un periodo in cui le istituzioni faticano a trovare un piano adeguato per garantire diritti ai migranti; ma anche per sostenere tutte le iniziative e le associazioni che cercano di favorire l’integrazione di centinaia di ragazzi stranieri nel tessuto sociale milanese. Il Comune deve garantire spazi puliti, sani e vivibili a migliaia di persone e, se possibile, fare pressioni sul governo affinché un programma di integrazione (corsi di lingua e attività di condivisione con gruppi giovanili locali) sia portato avanti in maniera efficiente. In questo senso bisognerebbe avere il coraggio di ascoltare le proposte di associazioni indipendenti che potrebbero essere di grande aiuto nel processo di integrazione e, tramite bandi pubblici aperti, garantire ad esse l’accesso a spazi abbandonati che necessitino di riqualificazione. Riconosciuto il carattere internazionale di Milano, soprattutto in tema di accoglienza, il Comune dovrebbe poi prendere a modello città che l’integrazione la portano avanti da quasi trent’anni, come Berlino, nel tentativo di promuovere iniziative che diminuiscano la disparità sociale anche ai livelli più bassi. Una di queste è il pfand che garantisce il riciclaggio di bottiglie di plastica e vetro offrendo una ricompensa in denaro (che va dai 10 ai 50 centesimi a Berlino) a CHIUNQUE abbia restituito le bottiglie negli appositi raccoglitori, tassando anche le bottiglie vendute nei bars. In ultimo, a livello locale, il Comune dovrebbe far valere la propria voce di fronte a molti piccoli comuni dell’hinterland che sempre più spesso diventano oggetti di cronaca per le decisioni scellerate dei propri sindaci che rifiutano l’accoglienza ai migranti o negano loro diritti e dignità.