La sorveglianza del XXI secolo: controllo o sfruttamento economico?

8 marzo 2017. Il Corriere della Sera recita in prima pagina “La Cia usa le tv per spiare”. Deja vu?

 

George Orwell. 1984. Nel suo mondo distopico dei teleschermi posizionati in ogni casa fungono da occhi del partito, ne diffondono l’ideologia 24 ore su 24 e spiano i cittadini per rilevarne eventuali dissidenze. L’unico pensiero accettato è il Bipensiero e le informazioni sono sistematicamente aggiornate in modo tale che ogni giorno sembri esserci un miglioramento; coerentemente a ciò, non è consentito possedere libri o diari perchè non “aggiornabili” dal governo.

 

Tuttavia, mentre nel mondo Orwelliano il capillare controllo viene imposto dall’alto ed ha un fine militare e di controllo, ai giorni nostri si è diffuso un diverso tipo di sorveglianza cui gli stessi cittadini sono ben contenti di partecipare e che ha un fine anche economico: basti vedere il tipo di estrazione di dati da parte della NSA sulla popolazione americana.  

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Riforma Costituzionale: l’analisi dietro gli slogan

19834

La nostra Costituzione: innovativa, chiara, lungimirante. Un piccolo scrigno lasciatoci dai Costituenti in cui è contenuto tutto: diritti, doveri, forma di Stato, garanzie. Un modello per il mondo intero per l’estrema semplicità del testo e perché i suoi autori, soprattutto nell’enunciazione dei diritti fondamentali, hanno fatto in modo che si potesse adattare ai mutamenti della società.

Nonostante ciò negli ultimi tempi questa Costituzione, per quanto bella e previdente, è stata criticata in molte delle sue parti. Per esempio si è detto che il bicameralismo paritario, espressione forte della democrazia, della rappresentatività dei cittadini e di alcune garanzie costituzionali, non funzioni: questo susseguirsi di rimandi reciproci tra le Camere ha reso spesso l’iter legislativo molto lungo.

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