Cara Anna ti scrivo, in attesa di (re)incontrarti

Cara Anna ti scrivo, quanto tempo che non ci sentiamo! Innanzitutto ti chiedo scusa per non essermi fatto sentire per tutti questi anni, ma, sai, sono stato molto occupato tra studio e i vari impegni che mi riempiono la giornata. Le ore passano veloci, non mi accorgo nemmeno del mondo che mi circonda, che le luci del tramonto iniziano a fare capolino. La vita di città devo dire che mi ha reso molto più distratto ai dettagli; in campagna ricordi quanti alberi conoscevamo? Ogni specie animale o di pianta era una scoperta quotidiana, nessuno di noi due si stancava di indovinare se l’uccellino sul tuo balcone fosse un maschio o una femmina. I particolari. Non m’annoiavo mai con te, mi dicevi sempre che se ci concentriamo su ciò che ci circonda è praticamente impossibile sbadigliare per il sonno. Eppure, nelle notti estive, quando cercavamo di acchiappare con lo sguardo una di quelle comete nel cielo, io il sonno spesso l’ho incontrato. Ma c’eri tu che, sempre, mi davi una coperta per coprirmi dai venti di agosto. Era un attimo e l’alba toscana mi svegliava con l’odore di sempreverdi e fieno giallo.

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