Omaggio a La La Land

14 candidature all’ Oscar sono tante quante ne hanno ricevute Titanic ed Eva contro Eva, un record. Grease (1978), il musical di maggior successo nella storia, ne ha ricevuta soltanto una. Eppure in un’analisi comparata non serve raccontare quanto grande sia il successo di La La Land rispetto a film della stessa categoria (musical) o di come Hollywood abbia accolto il film nell’Olimpo delle pellicole. Damien Chazelle e Justin Hurwitz sono rispettivamente il regista e il compositore musicale del film, in comune hanno gli studi ad Harvard, un’enorme passione per il jazz e, soprattuto, Whiplash. La straordinaria e complessa colonna sonora di Whiplash si evolve in toni piú romantici ed orecchiabili in La La Land, ma non per questo perde di originalità. Le musiche sono il pezzo forte del film, e questa è una caratteristica fondamentale se si sta girando un musical. Da Irene in avanti sono stato travolto da un’euforia canora, semplice ma profonda. Anche la sceneggiatura attinge molto dal contesto musicale, lo sfondo della storia è composto dalla Los Angeles hollywoodiana, la frenesia delle audizioni e dei parties zeppi di giovani attori e attrici alla ricerca di una rampa di lancio nel mondo dello spettacolo. Un contesto del genere potrebbe risultare ampiamente scontato e banale se non fosse per l’aggiunta di un’altra componente fondamentale, il jazz. Ryan Gosling è un pianista ancora alla ricerca della propria collocazione artistica e, dopo aver conosciuto Emma Stone, la guida alla scoperta del sotto-mondo di trombe e sassofoni di L.A. e il pubblico s’immerge di conseguenza. La commistione jazz-hollywood riempe di nuova vita il tema della ricerca del successo, centrale nel film, fornendo un nuovo angolo di sviluppo. In questo senso è come Whiplash, piu di Whiplash: entrambi “sono incentrati sulla voglia di diventare un artista e conciliare i propri sogni con le quotidiane necessità umane” dice Chazelle, ma se Whiplash è monotematico sul jazz, in La La Land l’idea di artista si allarga e la musica si scopre capace di relazionarsi con il mondo della recitazione a scapito della propria centralità nel racconto. Questo spostamento di prospettiva é metaforicamente rappresentato da J.K. Simmons che da temuto direttore d’orchestra in Whiplash diventa gestore di un ristorante-jazz club in La La Land. La maggiore differenza è però al centro della storia. In Whiplash c’é un abbozzo di relazione sentimentale che viene peró stroncata dall’impegno musicale, rimanendo cosí decisamente in secondo piano. La La Land è invece il trionfo dell’amore, della comunicazione e dell’incoraggiamento. I due protagonisti rendono la loro relazione estremamente vera, evitando di cadere nei cliché di molte commedie d’amore hollywoodiane, perché il background che Chazelle ha creato é ricco di spunti che sono in grado di trasformare il ciclo innamoramento-amore-rottura in un’esperienza dove vengono coinvolte la bellezza nascosta di L.A. (fotografia e scenografia candidate all’Oscar), ma anche messaggi d’amore e di speranza in musica ( City of Stars e The Fools Who Dream entrambe candidate all’Oscar per migliore canzone). Tutto torna a Chazelle e Hurwitz.

Continue reading “Omaggio a La La Land”