Liberi e Uguali? Si può

Il 3 dicembre 2017 il Presidente del Senato Piero Grasso ha battezzato la nascita del nuovo soggetto politico di sinistra che comprende al suo interno il Movimento Democratico e Progressista, Sinistra Italiana e Possibile. La nuova creatura ha un nome, Liberi e Uguali, il cui significato vale la pena analizzare un po’ più approfonditamente. Negli ultimi giorni, ho avuto modo di confrontarmi con alcuni amici negli ultimi giorni e ho notato che molte perplessità sono emerse sul nome in sé, giudicato banale o poco significativo del messaggio politico che la lista vuole portare avanti; altri invece hanno messo in dubbio il valore politico di questo nome, giudicando libertà e uguaglianza inconciliabili. Mi sento di ringraziare queste persone che mi hanno spinto a chiarire le idee e scrivere questo pensiero.

Continue reading “Liberi e Uguali? Si può”

Dalla parte del migrante

 

Riassunto di un dialogo, fatto di incontri e scontri, durato tutta l’estate e che non deve finire con i primi venti autunnali; resoconto di un paese in cui le istituzioni democratiche scricchiolano di fronte al problema dell’integrazione e alle spavalde rivendicazioni di gruppi neofascisti, mentre sembrano dimenticarsi che il loro primo dovere è proteggere i diritti dei propri cittadini, come dimostra il caso Regeni.

Continue reading “Dalla parte del migrante”

La città di tutti – Istituzioni

La priorità delle istituzioni cittadine deve essere una: fare in modo che tutti i residenti possano muoversi, lavorare e divertirsi liberamente, che i turisti possano godere di una città autentica e che i bambini possano crescere in un ambiente sano. Questo succede offrendo un servizio pubblico (dai trasporti ai bagni pubblici, dall’edilizia ai permessi) adeguato alle richieste dei propri cittadini. I centri storici vanno tutelati, chiusi al traffico e valorizzati sfruttando la loro inestimabile bellezza; le periferie vanno incluse e dunque attendiamo con ansia gli sviluppi del “Bando delle Periferie” lanciato dal governo nel 2016 con lo scopo di garantire fondi (pochi, ma pur sempre una buona base di partenza) per la riqualifica di intere aree dismesse o in degrado in 120 comuni d’Italia.

Continue reading “La città di tutti – Istituzioni”

Minori stranieri non accompagnati: Italia apripista in Europa

Lo scorso 29 Marzo è stata approvata alla Camera a larghissima maggioranza (375 i voti a favore) la proposta di legge “Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati” (Legge 7 Aprile 2017 n. 47). Il progetto di legge, portato avanti dal Pd e fortemente promosso e voluto da Save the Children, si fonda sull’idea che i bambini che, dopo viaggi interminabili, giungono in territorio italiano (25mila solo nel 2016) siano minori prima che migranti e profughi.

Continue reading “Minori stranieri non accompagnati: Italia apripista in Europa”

EU authorities’ response to “the worst financial crisis in the last 7 decades”

[Il seguente studio è stato redatto da Andrea Noseda per un progetto di Policy design della Scuola di Politiche qualche mese fa, come introduzione a un paper intitolato How to boost EU resilience to future crises. Avendolo ritrovato in un e-mail in questi giorni pensiamo che sia importante pubblicarlo per sfatare alcuni miti che vedono le istituzioni europee immobili ed incapaci di fornire una risposta decisa alla crisi del 2007-2008]

Since the bursting of what Juncker defined as “the worst financial and economic crisis in seven decades”, Europe’s ability to prevent and respond to economic crises has been strongly questioned. It should be enough to notice that the GDP pro-capita in the US had gone back to the pre-crisis level of 2007 within less than five years, while in Europe this only happened after 9 years, in April 2016. The feeling in that Europe was dramatically unprepared and not structured to bear such a disastrous event. Since then, many rules, mechanisms and institutions have been set up in order to be able to prevent and have a prompter and more efficient response to further future crises.

Continue reading “EU authorities’ response to “the worst financial crisis in the last 7 decades””

La giustizia dei bambini

 

Da qualche settimana intellettuali, giuristi ed esponenti del garantismo progressista sollevano dubbi ed incertezze in merito ad una proposta circa la chiusura dei Tribunali dei Minori giustificata, dicono i pochi sostenitori, da esigenze di risparmio sulla spesa pubblica.

Dalle pagine de L’Espresso (n. 10, 05 marzo ’17) parte la campagna “Adesso salviamo il tribunale dei minori” sostenuta dalla redazione del settimanale che dagli anni Settanta, oltre ad occupare una prestigiosa posizione nel giornalismo d’inchiesta politica, culturale ed economica, sostiene e promuove battaglie per l’affermazione dei diritti civili in Italia. Nell’inchiesta pubblicata dal giornale si manifestano tutte le preoccupazioni per una decisione così delicata ed azzardata. Il Presidente del Tribunale minorile di Bologna, Giuseppe Spadaro sottolinea che sarebbe persino ingiustificata nel merito la soppressione di tali istituzioni; non a caso il dossier “Giustizia minorile in Italia” curato dal sottosegretario alla Giustizia Maria Ferri evince come il sistema italiano di giustizia minorile sia considerato uno dei più avanzati al mondo. Spadaro, che ha fatto la gavetta nella sua terra calabra rischiando la propria vita quando era il capo della sezione penale del Tribunale di Lamezia Terme, proprio perché i minori li allontanava dalla malavita, non è contrario ad un disegno riformatore del sistema: vorrebbe potenziarlo!

Continue reading “La giustizia dei bambini”

Ho perso

Ho perso. E con me hanno perso tutti quelli che in questa riforma ci credevano sul serio, credevano davvero che qualcosa potesse cambiare. Stanotte, quando Matteo Renzi ha annunciato il suo intento di dimettersi, per me ha rappresentato la fine di un’esperienza politica nella quale ho creduto fermamente dal primo momento, pur non condividendo tutte le riforme. Riforme, appunto, ne sono state fatte: lavoro, scuola, opere pubbliche e ora era il momento decisivo, la Costituzione, quella che anche Calamandrei sosteneva andasse cambiata. Per la prima volta, complice la fiducia dell’Unione Europea, avremmo potuto potuto tirare un respiro di sollievo, ma niente. Purtroppo il problema non si limita a ciò che abbiamo, nel bene e nel male, perso, ma riguarda qualcosa di più grande, cioè il futuro del nostro paese. Trovo encomiabili le dimissioni di Renzi: il suo governo aveva come specifico compito portare avanti le riforme, tra le quali quella costituzionale era senza dubbio la più importante di tutte: bocciata quella, inutile proseguire. Mi permetto anche di credere che se tutti gli elettori avessero votato “Costituzione alla mano”, ci sarebbe stata una sfida all’ultimo punto percentuale. Purtroppo, credo sia chiaro a tutti, non è andata così. Complici i (troppi) partiti populisti, la serietà di una dichiarazione come quella di Renzi è stata trasformata in un’occasione per farlo cadere, perché aspettare le prossime elezioni e votare nel merito della riforma era troppo corretto. E così ci si trova a dire, nei bar, nei ristoranti e nei treni, “votiamo no così mandiamo Renzi a casa”, trasformatosi nelle percentuali bulgare del referendum. Per quanto riguarda chi ha votato no con consapevolezza, e ne conosco molti, tanto di cappello, è la democrazia: se avessero votato tutti così avremmo assistito tutta la notte a un avvincente testa a testa. Ci si chiede quindi, cosa c’è di sbagliato in questo Paese? Molti ironizzano: bisognerebbe togliere il suffragio universale e sottoporre i sedicenti elettori a un test di cittadinanza. Io credo, invece, che un ruolo cruciale sia giocato dall’istruzione: fino a quando non saremo messi tutti nelle condizioni di avere i minimi strumenti per leggere il mondo le cose cambieranno, ma sempre in peggio, come nel resto del mondo occidentale. La crisi economica ha messo in ginocchio molti, che hanno trovato sfogo alla propria rabbia in persone che, guarda caso, dicono esattamente quello che gli passa per la testa. E Renzi non ha saputo intercettare questo malcontento, non ha saputo cogliere le istanze di molti, che chiedevano più stabilità non del governo, ma della propria vita. Abbiamo perso, il sole è sorto, e l’Italia continua a essere la quarta economia europea, per qualcuno con meno speranze, per altri con l’occasione che aspettavano da anni. Ai posteri l’ardua sentenza.

Pacatamente, Sì!

Il 4 dicembre è ormai alle porte e con esso il risultato del referendum confermativo sulla proposta di modifica della seconda parte della Costituzione.

Premessa necessaria: anche se la legge elettorale con cui è stato votato questo Parlamento è stata dichiarata illegittima da parte della Corte Costituzionale, questo Parlamento è del tutto legittimo -sempre per sentenza della Corte- e di conseguenza lo è Renzi, il suo Governo e quindi anche la riforma.

Continue reading “Pacatamente, Sì!”

Salto nel buio

A pochi giorni dal 4 Dicembre, a sentire i sondaggisti, molti elettori sono ancora indecisi sul bocciare o approvare la revisione costituzionale.

Da parte mia, proverò ad esporre le principali ragioni che mi portano, insieme ad altre milioni di persone, a respingere questa riforma.

Continue reading “Salto nel buio”

Il paradosso di Hegel

Alla luce del quadro tracciato da Andrea nell’articolo Ground Zero, credo che prima di rispondere alle domande, assolutamente legittime e ottimo spunto di riflessione, sia però necessario riflettere sulle possibili evoluzioni della politica internazionale e, in particolare, sul ruolo dell’Unione Europea in un futuro a lungo termine. Per delineare un piano di riforme sostenibili tanto dal punto di vista economico quanto da quello politico bisogna anche analizzare quali saranno i rapporti di forza nei prossimi anni.

Continue reading “Il paradosso di Hegel”