E se di colpo sparissero tutti gli orologi? – Il valore di un minuto nel XXI secolo

Sterile meditazione domandarsi cosa sia il tempo, come usufruirne al meglio, fermarsi a riflettere sul valore di un’ora, ancor più quando Carpe diem si rivela essere la parola d’ordine del XXI secolo; cogli l’attimo, vivi alla giornata, non fermarti a riflettere sul valore di un minuto che scorre inesorabilmente lento o irrimediabilmente veloce a seconda che tu stia aspettando la metro con il cellulare scarico, lo sguardo fisso nel vuoto, oppure scorrendo la pagina di un social.

La cattiva notizia è che il tempo vola. La buona notizia è che sei il pilota (Michael Althsuler)

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Come diventare se stessi – David Foster Wallace

21 maggio 2005

Alla Graduation Speech di Kenyon College parla David Foster Wallace.

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Il tema centrale del discorso è il significato dell’educazione umanistica. Si sa, il grande luogo comune sull’insegnamento di tipo umanistico è che insegni a pensare. Che cosa vuol dire veramente imparare a pensare? Inoltre, abbiamo noi bisogno di qualcuno che ci insegni a pensare? Wallace risponde “la vera educazione a pensare, che si pensa si debba riuscire ad avere in un posto come questo (Kenyon College n.d.r.), non riguarda affatto la capacità di pensare, ma piuttosto la scelta di cosa pensare.”. Risata. Qualsiasi ventenne risponderebbe con una risata a un’affermazione di questo tipo. Perché perdere tempo a discutere della mia libertà di scelta, quando questa per me, ventenne, sembra un’assoluta ovvietà? Eppure la grande ovvietà, a pensarci bene, non è poi così ovvia. Insegnare a pensare vuol dire, infatti, fornire la capacità di “avere anche solo un po’ di coscienza critica su di me e le mie certezze”. Insegnare a pensare vuol dire, soprattutto, capire e, dunque, affrancarsi da quella che Wallace chiama la “configurazione di base”. Vuol dire smetter di essere totalmente concentrati soltanto su noi stessi, non lasciare che tutta la nostra esperienza nel mondo sia interpretata attraverso la configurazione di base. Che cosa è, però, la configurazione di base? È l’egoistica convinzione che qualsiasi situazione cui vado incontro nel corso della mia vita riguardi solo e soltanto me. Giudicare il mondo esclusivamente in conformità a categorie soggettive. La forza dell’educazione umanistica deve essere invece quella di darci il tempo per fermarci e riflettere: cosa devo pensare ma, soprattutto, come farlo? La questione è fondamentale per riuscire a VIVERE la routine quotidiana. Nel corso di una giornata-tipo ci si imbatte in molti momenti morti. I momenti morti sono quelli in cui la vita di tutti i giorni ci porta, ma nei quali, spesso, preferiremo non imbatterci. Pensate ai lunghi tragitti mattutini in metropolitana, alle estenuanti attese in coda per il caffè alla macchinetta, la coda al supermercato, rimanere bloccati nel traffico, non trovare un posto per sedersi a lezione… Si potrebbe andare avanti ore. Chiaramente questi momenti “vuoti” aumentano con l’aumentare dell’età, per il semplice fatto che avere un lavoro, una famiglia e una macchina porta a stabilizzarsi su una routine sempre più ordinata. D’altra parte si potrebbe anche scegliere la via del nichilismo, dell’allontanamento dalla società e i suoi valori, ma non è questo ciò che ora ci interessa.

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di amori bisessuali, Maometto, commercio d’armi e poesia: La vita folle di Arthur Rimbaud

Ho dei miei antenati Galli l’occhio blu slavato, il cervello stretto e la goffaggine nella lotta. Trovo il mio vestire barbaro quanto il loro. Ma non mi spalmo di burro i capelli […] Mi è ben chiaro che sono sempre stato di una razza inferiore.
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Il viso da bambino di Rimbaud da giovane, una delle 2 fotografie esistenti del poeta

E’ il 20 Ottobre 1854 quando a Charleville nasce Arthur Rimbaud, che qualche anno dopo parlerà così di se stesso nel suo capolavoro letterario, une saison en enfer. Diversamente da molti altri letterati però non saranno soltanto i suoi versi – criptici ma rivelatori- né il suo stile -laconico ma esauriente- a consegnarlo alla storia. Arthur sconvolgerà per sempre la letteratura francese e mondiale cantando velenosamente azioni e riflessioni della sua folle -ma nel contempo irresistibilmente affascinante- esistenza. Le sue sentenze quasi mistiche, i suoi versi virulenti, i suoi racconti assurdi non possono essere davvero compresi e apprezzati senza conoscere le esperienze da cui sono nati.

Je est un autre

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Sowhat?­ – L’altra faccia (dimenticata) del Sudafrica

Brian assomiglia un po’ a un vecchio gabbiano. È volato via dal tempo ballerino inglese, conserva un pizzico di (scadente) humour della sua terra, non capisce perché i suoi connazionali abbiano voluto uscire dall’Europa; al di là di questo, scarrozzandoci verso un centro commerciale nei dintorni di Johannesburg, definisce il posto in cui ha scelto di vivere come “the most sofisticated country in Africa” e dopo una prima occhiata in giro non possiamo dargli torto.

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Londra

//Nere ambientazioni di parchi desolati,

Un cielo blu cobalto

Tempestato di candide macchie bianche

Un nuovo mondo in mezzo a un mare d’aria

 

Vedo panchine vuote

Alle luci del giorno fedeli testimoni

Dello svolgersi della vita;

Inerte la notte, raccontano paura e solitudine.

 

Il fruscio degli alberi

I cui rami pieni di vita si muovono leggiadri

Come il mare in lontananza

E’ la pace di Londra, il cuore della mattanza.

 

Ho visto uomini muoversi nel sottosuolo

Assomigliavano a macchine

Forse guidati da una forza interiore

Non riesco ancora a capire: liberi o controllati?

 

Ho visto uomini e donne,

Bianchi e neri,

Trovarsi nei parchi

E non perdersi in superflue apparenze

 

Ma ho visto uomini mordersi

Arricchirsi alle spalle degli altri

E poi tornare nel sottosuolo

Al ritmo degli altoparlanti.

 

L’intensità del mattino si perde

Nell’immensità della notte

Fatta di jazz club, di birra e di serenità

Libera libertà, reali virtù. C’è speranza.\\

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Riforma Costituzionale: l’analisi dietro gli slogan

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La nostra Costituzione: innovativa, chiara, lungimirante. Un piccolo scrigno lasciatoci dai Costituenti in cui è contenuto tutto: diritti, doveri, forma di Stato, garanzie. Un modello per il mondo intero per l’estrema semplicità del testo e perché i suoi autori, soprattutto nell’enunciazione dei diritti fondamentali, hanno fatto in modo che si potesse adattare ai mutamenti della società.

Nonostante ciò negli ultimi tempi questa Costituzione, per quanto bella e previdente, è stata criticata in molte delle sue parti. Per esempio si è detto che il bicameralismo paritario, espressione forte della democrazia, della rappresentatività dei cittadini e di alcune garanzie costituzionali, non funzioni: questo susseguirsi di rimandi reciproci tra le Camere ha reso spesso l’iter legislativo molto lungo.

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Il cane che insegue la sua coda

Invasa dai migranti perché via principale verso l’Europa, sotto attacco dei terroristi nelle zone più ricche, in crisi umanitaria nel Kurdistan e in crisi politica con tutto l’Occidente, la Turchia è un Paese a pezzi. Però è causa del suo stesso male: per un passo avanti compiuto in un verso, ricasca in un passo indietro in un altro. Come un cane che invece di correre verso l’orizzonte passa il tempo a inseguire la propria coda.

Il problema è che alla lunga il cane diventa pazzo.

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di eroina, Sofocle, J.S. Mill e Lisbona: la legalizzazione delle droghe (tutte) come necessità

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So bene quanto il tema di cui tratto in questo articolo sia delicato, ancora poco trattato e considerato un tabù. Chiederei a chi legge pochi minuti di attenzione, senza pregiudizi ma con curiosità: spero di riuscire a convincervi perché credo fermamente in quello che sto per scrivere e mi piacerebbe che in futuro possa aprirsi una discussione a riguardo, com’è successo per la cannabis alla fine del secolo scorso. Lo scopo non è creare scandalo né fornire una lettura piacevole ma stimolare una riflessione che ritengo necessaria.

Nella mia breve vita ho sempre mal tollerato le regole. Non tutte, molte le apprezzavo e le rispettavo con convinzione ma quelle che non mi sembravano legittimate ad esistere le ho sempre trovate difficili da rispettare. A me affine ma ben più nobile è Sofocle che nel suo Antigone si interroga sulla necessità di rispettare leggi umane quando queste siano in contrasto con la legge morale. Nella stessa opera trapela una risposta piuttosto chiara: pur di poter seppellire il cadavere del fratello Polinice, Antigone va contro la volontà di Creonte, re di Tebe, ben sapendo che questo la condurrà a enormi sofferenze. Imprigionata a vita in una grotta Antigone si suicida. Ora, parlare di legge morale riferito alla legalizzazione delle droghe pesanti risulta difficile. Però tutti i miei pensieri a riguardo nascono dalla mia difficoltà ad accettare lo stato come autorità legittimata ad imporre una morale.

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Nuovo sistema elettorale: discontinuità rispetto al Porcellum

Il primo Luglio 2016 entrerà in vigore la nuova legge elettorale, legge 6 maggio 2015, comunemente nota come Italicum, che disciplinerà esclusivamente l’elezione alla Camera dei deputati. L’Italicum è strettamente connesso con la riforma costituzionale in merito a cui il popolo italiano sarà chiamato ad esprimere il proprio parere nel referendum confermativo del prossimo ottobre, la quale prevede un nuovo modello di Senato non eletto direttamente.

La nuova legge prevede una suddivisione del territorio nazionale in 20 circoscrizioni elettorali, corrispondenti alle regioni, divise a loro volta in 100 collegi plurinominali. Disposizioni speciali riguardano Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige, nelle quali sono costituiti collegi uninominali.  A ciascun collegio è poi assegnato un numero tra tre e nove seggi, attribuiti alle liste su base nazionale, per un totale di 630 (corrispondenti ai 630 deputati).

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