Dostoevskij legge Hegel in Siberia e scoppia a piangere

Dostoevskij fa sentire la sua voce nel nome degli esclusi dalla festa universale, quelli che Schiller aveva già condannato, nell’Inno alla gioia, a correre via in lacrime dalla massa di milioni di uomini felici e festeggianti. Leggendo Hegel Dostoevskij poteva senza dubbio provare che neppure lui era avvolto nel firmamento di stelle di Schiller e non gli rimaneva altro da fare che scoppiare a piangere. E allo stesso tempo ribellarsi. Questo libro è la Bibbia della ribellione. Il suo collante non è la dialettica in grado di spiegare tutto, bensì la sofferenza e il pianto; in esso la speranza e la fede nel miracolo crescono in pari misura con la crescita della disperazione.

(László F. Földényi)

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